Un parco per ricordare

Ventinove anni fa, nella strage di via D’Amelio, insieme al giudice Borsellino e agli altri agenti di scorta, fu uccisa Emanuela Loi: si intitola a lei, fra le prime donne poliziotto italiane impiegate come scorta, il parco di via Cervino a Porta Fiorentina. Perché il ricordo sia sempre vivo.

E’ stato intitolato a Emanuela Loi, l’agente di polizia deceduta nella strage di via D’Amelio perpetrata da cosa nostra nel confronti del giudice Paolo Borsellino, il parco pubblico di via Cervino, nel quartiere di Porta Fiorentina. La cerimonia di intitolazione si è svolta lunedì 19 luglio in occasione del 29° anniversario dell’attentato nel quale persero la vita la vita il magistrato e cinque agenti di scorta

“Abbiamo deciso – dichiara l’assessore alla legalità Giovanna Bonanno – di accogliere la proposta avanzata dal Comitato Porta Fiorentina e dall’associazione Sguardo di Vicinato. Emanuela Loi fu una fra le prime donne poliziotto adibite in Italia al servizio scorte e fu la prima agente donna della Polizia di Stato a restare uccisa in servizio. Il 5 agosto 1992, con provvedimento postumo, le fu conferita la Medaglia d’oro al valor civile per la dedizione e il coraggio espressi nel servizio, fino al sacrificio della propria vita. Un’occasione per celebrare ancora una volta il ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie ed in particolare di donne e uomini che, come servitori dello Stato, con spirito di sacrificio e coraggio, hanno portato avanti la battaglia contro la criminalità organizzata. Già a maggio scorso, accogliendo l’invito della Fondazione Giovanni Falcone, avevamo infatti esposto per alcuni giorni dal balcone di Palazzo Gambacorti un lenzuolo con i volti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per celebrare la Giornata della Legalità che cade ogni anno il 23 maggio, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della sua scorta”.

“Manuela era una di noi – ha dichiarato Giuseppe Simonelli, vicario del questore della provincia di Pisa. Il nostro motto è “Polizia tra la gente”, ed Emanuela era questo: una poliziotta tra la gente che svolse il compito che le fu assegnato con coraggio. Lo stesso coraggio che la portò alla morte. A lei sono state intitolate strade e scuole in ogni parte di Italia, a testimonianza della riconoscenza di tutti nei confronti del suo sacrificio. Il ricordo di questa persona aiuterà le giovani generazioni a contrastare il virus della criminalità organizzata”. 

“I giovani – ha dichiarato il presidente del Consiglio Comunale, Alessandro Gennai – sono il nostro futuro nel lungo cammino della lotta contro la mafia che, purtroppo, è ancora presente. Nonostante il sacrificio, come ricordiamo stamattina, di tante donne e uomini, la mafia non è stata ancora definitivamente sconfitta. I suoi loschi affari, come le cronache di queste settimane ricordano, sono presenti in tante attività anche nella nostra Regione e, perfino, nella nostra Provincia. Perché il sacrificio di Emanuela Loi non sia vano occorre tenere sempre la guardia alta nella lotta contro la mafia. Nessuna reticenza, nessuna omertà, nessuna complicità deve essere tollerata. O si sta contro la mafia o si è complici dei mafiosi. Non ci sono alternative”.

Emanuela Loi nacque a Cagliari nell’ottobre 1967. Dopo aver conseguito il diploma magistrale, entrò nella Polizia di Stato nel 1989 e frequentò il 119º corso presso la Scuola Allievi Agenti di Trieste. Fu trasferita a Palermo due anni dopo. Emanuela si stabilì presso il complesso delle Tre Torri in Viale del Fante destinato a poliziotti e carabinieri fuori sede. Le affidarono i piantonamenti a Villa Pajno, a casa dell’onorevole Sergio Mattarella, la scorta alla senatrice Pina Maisano Grassi e il piantonamento del boss Francesco Madonia. Nel giugno del 1992 venne affidata al magistrato Paolo Borsellino. Emanuela non aveva paura del nuovo incarico ricevuto, tanto da rassicurare i genitori, dopo la strage di Capaci, che non le sarebbe successo niente. Agente della scorta del magistrato Paolo Borsellino, cadde nell’adempimento del proprio dovere il 19 luglio 1992, vittima della strage di via D’Amelio a Palermo; con lei persero la vita, oltre a Paolo Borsellino, i colleghi Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. 

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell'elenco.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...