A teatro, finalmente

Dopo la lunga attesa, torna ad alzarsi il sipario del Teatro Verdi: sabato 15 maggio, alle 19, si torna ad applaudire dal vivo con lo spettacolo Esodo, di e con Simone Cristicchi. Che con un racconto dell’esodo istriano ci dà la possibilità di gustare, in presenza, una storia fatta di tante piccole storie.

Si torna a teatro, finalmente. Anche a Pisa si rimette in moto quel meccanismo meraviglioso che fa alzare il sipario, scendere il buio in sala e, dopo qualche colpo di tosse, calare il silenzio tra gli spettatori. Che mai come questa volta avranno tanta voglia di gustare uno spettacolo, dopo così tanto tempo, dal vivo.

Al Teatro Verdi, sabato 15 maggio, alle 19, va in scena Esodo, di e con Simone Cristicchi, che ci racconta un pezzo di storia del Novecento: quello dell’esodo istriano dopo la seconda guerra mondiale. Si torna ad applaudire, a sedersi in platea e nei palchi, a riportare la vita nel foyer e in piccionaia, anche se il lavoro dietro le quinte non si è mai fermato: ci sono stati tanti appuntamenti online, tante occasioni di confronto, tanti spettacoli in streaming. E poi i corsi di Fare Teatro, le audizioni per i giovani talenti.

“Nonostante tutta questa alacre attività, il teatro ha vissuto solo a metà: ha vissuto sul palcoscenico, ma la platea restava vuota e muta. Mancava il pubblico e il magico rapporto che lo lega agli artisti” spiega la presidente della Fondazione Teatro di Pisa, Patrizia Paoletti Tangheroni. Tutto quello che è successo dietro le quinte è servito, anche, a prepararsi ad offrire nuovi progetti e nuove formule “Con questo spettacolo ripartiamo, ma questo è solo un inizio: nel prossimo futuro avremo modo di raccontare alla città nuovi progetti, sia durante la primavera, sia durante la stagione estiva, ideale per lo svolgimento di eventi all’aperto”.

Simone Cristicchi ci racconta una pagina dolorosa della storia d’Italia, una vicenda complessa del Novecento mai abbastanza conosciuta, resa ancora più straziante dal fatto che la sua memoria è stata affidata non a un imponente monumento, ma a tante, piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Teatro di Pisa e la Fondazione Toscana Spettacolo onlus, che hanno lavorato fianco a fianco per riaprire il teatro al pubblico con una proposta di qualità. E così sarà: Esodo racconta di quel Magazzino 18 che a Trieste raccoglie una memoria fatta di sedie, armadi, materassi, letti e stoviglie, fotografie, giocattoli e tanti pezzi di vita comune, segni tangibili delle vite di chi li ha posseduti ma ha dovuto abbandonarli così come ha dovuto abbandonare la propria terra d’origine dopo il trattato del 1947 che toglieva all’Italia le terre dell’Istria.

Con questa storia, vera, drammatica, commovente e poetica, siamo felici di tornare a teatro. Sarà bellissimo

teatrodipisa.pi.it

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