Nel nome di Dante (e di tanti altri)

Tre luoghi della città verranno intitolati a tre personaggio danteschi, a un mese dal Dantedì che celebrava l’inizio del viaggio all’inferno raccontato nella Commedia e a 700 anni dalla sua morte. Ma la toponomastica pisana si arricchisce intitolando ben 13 aree pubbliche a personalità che hanno segnato la storia cittadina.

Tredici in tutto le aree che prenderanno nomi nuovi ricordando chi si è distinto a vario titolo ed è bello ricordare: oltre ai tre personaggi danteschi, ci sono personalità legate in qualche modo a Pisa, da Artemisia a Marie Curie, da Federico II di Svevia a Pier delle Vigne, ma anche i fondatori del Rotary Club International e del Lions Club International.

“In particolare – dichiara la vicesindaco Raffaella Bonsangue – in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante, abbiamo voluto ricordare tre importanti personaggi narrati nella Divina Commedia e legati alla nostra città, dedicando loro uno spazio pubblico lungo le mura, in via Contessa Matilde: Federico Secondo di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero e scopritore di Fibonacci; Arrigo VII, anch’egli imperatore del Sacro Romano Impero, sepolto in una tomba monumentale all’interno della cattedrale di Pisa; Pier delle Vigne giurista, uomo politico, letterato, considerato uno dei massimi esponenti della prosa latina medioevale, che fu portato in prigionia a Pisa, dove morì”.

“Nell’area Ex Vacis – prosegue Bonsangue – abbiamo deciso di dedicare alcuni spazi a donne che con il loro apporto e valore, sono state protagoniste in campo culturale, sociale o scientifico. Tra queste possiamo sicuramente ricordare Artemisia Gentileschi, una delle più importanti pittrici italiane, considerata un’artista di scuola caravaggesca, figlia del pittore pisano Orazio Gentileschi, e Marie Curie, unica donna tra i quattro vincitori di due Nobel e la sola ad aver vinto il Premio in due distinti campi scientifici: durante un suo viaggio in Italia, a Pisa, nel 1918, la Curie compì sopralluoghi presso sorgenti termali e miniere da cui si riteneva possibile estrarre materiali radioattivi. Ne nacque così un legame particolare con l’Italia e con l’ambiente chimico pisano”.

“Infine – conclude Bonsangue – in considerazione della vocazione internazionale della città abbiamo deciso di intitolare due rotatorie a Paul Percy Harris e a Melvin Jones, rispettivamente fondatori del Rotary Club International e del Lions Club International. In città ci sono infatti ben 4 club di queste due associazioni internazionali”.

Le intitolazioni e le rispettive motivazioni

– Rotatoria Don Fiore Menguzzo (da via Fiorentina a via Marsala): Don Fiore Menguzzo; nato a Cascina nel maggio 1916; divenne parroco delle Mulina alla fine del 1941; nell’aprile del 1943 fu inviato come cappellano militare in Grecia e Albania; Don Fiore Menguzzo e i suoi familiari (sepolti nella Cappella San Giovanni del cimitero suburbano di Pisa), furono i primi martiri delle centinaia che il sabato 12 agosto 1944 vennero trucidati a Muluna di Stazzema dalle SS tedesche.

– Viale pedonale Pier Giorgio Cavallini (da via Mario Lalli a via San Francesco): Pier Giorgio Cavallini; nato a Siena il 22 aprile 1943 ha conseguito la laurea in Ingegneria Aeronautica presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa il 23 novembre 1968 conseguendo il premio nazionale “G.Crocco”; a partire dall’anno accademico 1972/73, ha inaugurato il corso di insegnamento in Strutture Accademiche dove conseguì la relativa cattedra; è stato Vice direttore del Dipartimento di Ingegneria Areospaziale nonché direttore del medesimo; è stato eletto, per due mandati consecutivi, quale rappresentante dei professori ordinari nel Consiglio di Amministrazione; è stato insignito dell’Ordine del Cherubino, massima onorificenza dell’Università di Pisa; è deceduto a Pisa il 12 novembre 2015.

– Rotatoria Lupetti Enzo (da via di Padule a via Italo Bargagna): Enzo Lupetti; personaggio di spicco della vita politica cittadina; assessore comunale con impegno profuso per la sanità pisana e toscana; è stato, dall’inizio degli anni sessanta alla seconda metà degli anno ottanta, membro del consiglio di amministrazione degli Spedali riuniti S. Chiara; per un decennio, presidente dello stesso c.d.a.; suoi la ristrutturazione e l’ammodernamento del Santa Chiara: Clinica Chirurgica, Nefrologia Ospedaliera, divisione ostetrico – ginecologica Rook.

– Giardino Federico Secondo di Svevia (da via Contessa Matilde a Mura Urbane): Imperatore del Sacro Romano Impero, chiamato Stupor Mundi, grande mecenate, fautore del progresso scientifico, molto legato alla storia di Pisa; nel 1223, l’imperatore Federico II assistette ad un singolare torneo tra i più insigni matematici dell’epoca, il cui vincitore risultò Leonardo Pisano, Fibonacci; nei pressi del parco che sarà oggetto di intitolazione all’Imperatore, c’è un’iscrizione, di difficilissima lettura, incisa sull’architrave della porta detta di Santo Stefano, che secondo l’archeologo Federico Andreazzoli, essendo datata al 1240, starebbe a significare l’inserimento dell’opera nel contesto degli interventi volti a completare la cinta muraria effettuati negli anni quaranta del duecento, come prova dello speciale interesse dell’Imperatore Federico II per la città dell’Arno, considerato altresì il suo ruolo strategico sullo scacchiere tirrenico. Nella Divina Commedia, Dante pone l’Imperatore nell’Inferno, Canto X.

– Giardino Arrigo VII (da via Contessa Matilde a Mura Urbane):  Imperatore del Sacro Romano Impero, sepolto in una tomba monumentale all’interno della Cattedrale di Pisa. Enrico VII non aveva ancora 40 anni quando giunse in Italia per tentare di unificarla sotto l’egida del Sacro Romano Impero, ma il suo intento fallì, ponendo definitivamente fine al sogno di un’Italia pacificata e unita, che tanto aveva fatto sognare Dante Alighieri. All’interno del sarcofago, realizzato da Tino da Camaino, sono stati ritrovati la corona imperiale, lo scettro e il globo, tutti oggetti realizzati in argento dorato, oggi conservati all’interno del Museo dell’Opera del Duomo. Oltre al tesoro è stato rinvenuto quello che è oggi per dimensioni il tessuto più importante del Medioevo: un telo di tre metri per 120 centimetri in seta con fasce rosa-azzurre e con il disegno di due leoni affrontanti che avvolgeva il corpo dell’imperatore. Nella Divina Commedia, il poeta assegna all’Imperatore un seggio nel Paradiso e lo cita varie volte con parole di ammirazione (Purg. VI, 102; Par. XVII,82; Par. XXX, 137).

– Largo  Pier delle Vigne – (da Via C. Matilde a Via C. Matilde): Giurista, uomo politico, letterato, considerato uno dei massimi esponenti della prosa latina medioevale, fu portato in prigionia a Pisa dove morì e fu sepolto nel quartiere di Chinzica, “soccorso, morì nell’ospedaletto di Sant’Andrea in Barattolaia e fu sepolto nella chiesa attigua”.  Pier delle Vigne è noto per essere citato nella Divina Commedia, precisamente nel XIII canto dell’Inferno.

– Via Carlo Alberto Dringoli (da via Antonio Meucci a Fondo Chiuso):  nato a Roma nel 1933; figura notissima nel mondo imprenditoriale e politico locale; approdò a Pisa negli anni sessanta per un incarico in Piaggio e nella fabbrica di Pontedera si è svolta la maggior parte della sua carriera professionale. Nel 1974 ne diventò direttore del personale, negli anni novanta guidò l’Unione Industriale Pisana facendo anche parte della Giunta nazionale di Confindustria. Nel 1998 si candidò a Sindaco di Pisa, sedendosi successivamente sugli scranni dei consiglieri comunali dove, alla guida dell’opposizione, si guadagnò la stima e la considerazione degli avversari. Seguì l’incarico nel consiglio di amministrazione della Società Aeroporto Toscano. E’ venuto a mancare il 16 luglio 2007.

– Rotatoria don Angelo Fontana (da via Conte Fazio a Via Ranieri Sardo): sacerdote che, durante la seconda guerra mondiale, non abbandonò la città di Pisa e si impegnò a recare soccorso, nascondere i giovani dai rastrellamenti, seppellire i morti. In una città praticamente deserta, era in possesso di un prezioso lasciapassare che consentiva di muoversi in città e di distribuire qualche cibo. A Pisa, l’arcivescovo Gabriele Vettori, uno dei pochissimi rimasti in città oltre a don Angelo Fontana, aprì le porte del duomo e dell’arcivescovado dando rifugio a centinaia di persone dando vita, altresì, ad un comitato per l’alimentazione guidato da don Angelo Fontana e dal commissario al Comune Angelo Gattai;

– Via Riccardo Galazzo (da via Aurelia sud a svincolo Superstrada): nasce a Livorno il 24 aprile 1956. Nel 1960 si trasferisce a Pisa dove il padre, ing. Adriano, aveva fondato il primo nucleo della sua azienda. Inizia la sua attività lavorativa facendo gavetta presso una ditta di prefabbricati industriali di Udine. Tornato a Pisa, si dedica al ramo aziendale riguardante montaggio dei prodotti della Galazzo Prefabbricati. Lavorando in questo settore, si mostra particolarmente sensibile alla protezione dei lavoratori dagli infortuni migliorandone sensibilmente le condizioni di lavoro. Successivamente si concentra sulla società primaria, la Galazzo Prefabbricati SpA, ove sostiene e sostituisce il padre che nel frattempo ha aperto un nuovo stabilimento a Latina. Nel 1986 si sposa con l’architetto Maria Carosi. Il 30 giugno 1988 improvvisamente muore per un aneurisma cerebrale. Nella sua breve vita, grazie alle sue doti di empatia, cordialità e correttezza è riuscito ad instaurare grandi e profonde amicizie;

– Rotatoria Marie Curie (da via Riccardo Galazzo a via Artemisia Gentileschi): Maria Solomea Sklodowska, conosciuta come Marie Curie (Varsavia 7 novembre 1867 – Passy 4 luglio 1934) è stata una fisica chimica polacca naturalizzata francese. Laureata in fisica e matematica alla Sorbona di Parigi dove si era trasferita nel 1891 dalla Polonia (nel paese natio le donna non potevano essere ammesse agli studi superiori). Nel 1897 cominciò a compiere studi sulle sostanze radioattive che da allora rimasero al centro dei suoi interessi. Nel 1903 fu insignita del premio Nobel per la fisica (assieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel) per gli studi compiuti sulle radiazioni. Nel 1911, del premio Nobel per la chimica per la scoperta del radio e del polonio. Marie Curie, unica donna tra i quattro vincitori di due Nobel, è l’unica ad averlo vinto in due discipline diverse. Durante un suo viaggio in Italia, nel 1918, compì sopralluoghi presso sorgenti termali e miniere da cui si riteneva possibile estrarre materiale radioattivo. Ne nacque un legame particolare con l’Italia ed in particolare con l’ambiente chimico pisano;    

– Via Artemisia Gentileschi (da via Riccardo Galazzo a rotatoria Marie Curie):  Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli 1653) è stata una delle più importanti pittrici italiane. E’ considerata una artista di scuola caravaggesca. Fin dalla tenera età, Artemisia viene educata alla pittura dal padre, il pittore pisano Orazio Gentileschi. Nel 1611 la ragazza subisce uno stupro da parte del pittore Agostino Tassi. Artemisia non denuncia subito l’artista dietro la promessa di un matrimonio riparatore. Il pittore tuttavia non rispetta l’impegno (pare fosse già sposato). Artemisia decide così di andare incontro ad un umiliante processo pur di vedere riconosciuti i propri diritti. Al termine del processo verrà riconosciuta la colpevolezza del Tassi che sceglierà l’esilio per Roma pur di non affrontare la pena dei lavori forzati. Anche Artemisia dovrà lasciare la città in considerazione del vasto eco che il processo aveva riscosso nell’opinione pubblica. Ciò non le impedisce di coltivare la propria passione. Nel 1614 si trasferisce a Firenze dove viene accolta presso l’Accademia delle belle arti del disegno, prima donna a ricevere questo privilegio. Dopo vari spostamenti in altre città, decide di raggiungere il padre presso la corte di Carlo I a Londra. Il padre morirà tuttavia un anno dopo. Artemisia morirà nel 1653 lasciando in eredità i suoi capolavori. 

– Rotatoria Paul Percy Harris (da via Fiorentina a Via della Vecchia Tranvia):  nacque il 19 aprile 1868 a Racine, una cittadina del Wisconsin. Si laureò in legge presso l’università dell’Iowa nel 1891. Nel 1896 aprì uno studio legale a Chicago. Successivamente riuscì a formare una associazione di professionisti locali. Il 23 febbraio 1905 si riunì con tre amici: Silvester Schiele, un commerciante di carbone, Gustave E. Loher, un ingegnere minerario e Hiram E. Shorey, un sarto. Si svolse così quella che in seguito sarebbe stata considerata la prima riunione di un Rotary club. I quattro soci fondatori erano di discendenza diversa (americana, tedesca, svedese e irlandese) ed appartenevano a fedi religiose diverse (protestante, cattolica ed ebraica). I membri scelsero il nome Rotary in quanto le riunioni ruotavano ogni settimana nei rispettivi uffici. Nel febbraio 1907 Harris fu eletto presidente del Rotary Club Chicago. Mori il 27 gennaio 1947 a Chicago. Tra le sue ultime volontà chiese che al posto dei fiori si facessero donazioni alla Fondazione Rotary. Alla sua morte, il numero dei Rotary Club del mondo aveva raggiunto la cifra di 6.000. Oggi i club sono circa 32.000 con oltre 1,2 milioni di soci distribuiti in oltre 200 paesi.

– Rotatoria Melvin Jones (da via della Vecchia Tranvia a via Emilia): Melvin Jones nacque a Fort Thomas (Arizona), il 13 gennaio 1879. Figlio di un capitano dell’esercito degli Stati Uniti. In seguito al trasferimento del padre, la famiglia si spostò nella parte orientale degli Stati Uniti. Da giovane si stabilì a Chicago, lavorando presso una compagnia di assicurazione e nel 1913 ne fondò una propria. Subito dopo entrò a far parte del Business Circle, un gruppo di uomini di affari, di cui divenne ben presto il segretario. Questo gruppo era uno di quelli destinati a promuovere il benessere finanziario dei soci e pertanto, destinati a scomparire. Melvin Jones aveva tuttavia altri programmi pensando a quali traguardi si potessero raggiungere se queste persone che godevano di tanto successo dati il loro impegno intelligenza e ambizione, avessero usato i loro talenti per migliorare le proprie comunità. Per cui, dietro suo invito, i delegati di tali club si riunirono a Chicago per fondare una organizzazione di tal genere e, il 7 giugno 1917, fu costituito il Lions Club International. Venne stipulato che i club non erano di carattere sociale e che ai soci non era consentito di perseguire i propri interessi. Melvin Jones abbandonò la sua attività per dedicarsi a tempo pieno ai Lions presso la sede di Chicago. Morì a Flossmoor, il 1° giugno 1961.

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