Di strada in strada

Sono al servizio dei senza fissa dimora e il loro compito non è solo quello monitorare numeri e dati, ma anche e soprattutto di conoscere le persone che si trovano per motivi diversi in questa situazione di disagio: gli operatori delle unità di strada sono il tramite tra senzatetto e reinserimento.

Solo conoscendo qualcuno, conoscendolo davvero, comprendendo il suo disagio, la causa o le cause che lo hanno portato a ritrovarsi senza fissa dimora, si potrà davvero aiutarlo. E aiutare con lui l’intera comunità. Ecco perché il compito principale degli operatori dell’unità di strada del Progetto Homeless è instaurare con i senzatetto rapporti di fiducia: solo sulla base di questo passo fondamentale si potrà procedere cercando di dare l’aiuto di cui ciscuno necessita.

Il servizio, iniziato nell’ottobre scorso, consiste di due unità, una impegnata nei quartieri della città e l’altra in centro, nell’area tra i loggiati delle Poste, del palazzo della Provincia e della Camera di Commercio, ma anche in viale Gramsci, piazzetta Haring e nel primo tratto di Corso Italia.

Una passeggiata lungo Corso Italia fino a piazza Vittorio Emanuele e dintorni è stata l’occasione per l’assessore alle politiche sociali e presidente della Società della Salute, Gianna Gambaccini, le consigliere comunali Brunella Barbuti e Veronica Poli e il coordinatore delle Uds, Renato Petrone della cooperativa Arnera, per ringraziare gli operatori dell’unità di strada di Progetto Homeless.

“Siamo volute andare personalmente a incontrare gli operatori – spiega l’assessore Gianna Gambaccini – per ringraziarli del lavoro fatto in questi mesi. Grazie a loro, infatti, abbiamo ottenuto importanti risultati in breve termine, essendo riusciti a stabilire un rapporto fiduciario con molte di queste persone, senza fissa dimora o con altre problematiche, che si sono fatte prendere in carico dai servizi sociali per essere avviate ai diversi servizi e programmi a disposizione, anche del terzo settore e del volontariato. Ogni quindici giorni, da remoto, teniamo riunioni per un aggiornamento della situazione dei senza tetto a Pisa e grazie a questo servizio, in un momento molto difficile come quello che tutti stiamo vivendo, siamo riusciti a ridurre del 40% la concentrazione di cittadini senza tetto o con altre problematiche, riuscendo ad applicare anche il programma di “housing first”, che mette appartamenti a disposizione per favorire un minimo di benessere e di reinserimento. Colgo anche l’occasione per ringraziare per la stretta collaborazione che si è stabilita con la Polizia Municipale, il Serd e l’Ufsma della azienda Usl Toscana Nord Ovest”.

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