Il Teatro come antidoto

Dopo l’annuncio della ripresa dei corsi al Teatro Verdi, con formule nuove e modulabili a seconda dell’evolversi della situazione, tantissimi hanno risposto all’appello e ora si pensa addirittura a doppiarli. Perché la voglia di esprimere la creatività non vuol darla vinta né al virus né alla depressione.

Malgrado la situazione, o forse proprio a causa delle restrizioni alle quali dobbiamo sottostare per il bene nostro e di tutti, c’è stato un boom di iscrizioni ai corsi, tanti e diversi, organizzati dal Teatro Verdi. Dopo tanto domandarsi se fosse il caso di prevedere questo tipo di appuntamenti e dopo aver scartato le modalità consuete di farlo, si è deciso che sì, era il caso, ma bisognava trovare un modo nuovo.

Non sarebbe bastato spostare sulle piattaforme online i modelli di corso convenzionali, che immancabilmente avrebbero subito mutilazioni essenziali da questa traslazione; la vera sfida sarebbe stata inventarsi un modo nuovo di concepire gli incontri e i corsi stessi per non subire la situazione, ma riuscire, almeno in questo caso, a cogliere le opportunità nuove che in questo senso ci dava. E così è stato.

“Abbiamo avuto molte titubanze nel proporre i corsi quest’anno, data l’impossibilità di iniziarli in presenza, poi abbiamo rotto gli indugi proponendo formule nuove e percorsi rimodulabili a seconda della situazione che ci troveremo ad affrontare, ed il nostro sforzo è stato premiato: il corso di scrittura di Federico Guerri e Franco Farina e il corso di Speech e Narrazione di Cristina Lazzari sono ben oltre i numeri massimi che avevamo stabilito, tanto che se le richieste aumentassero ancora saremo costretti a doppiarli” – afferma Luca Biagiotti, responsabile della Formazione della Fondazione Teatro di Pisa.

È evidente che la voglia di fare teatro e di costruire percorsi creativi collettivi è molta, e che l’idea di iniziare in remoto per ideare e preparare eventi che possano plausibilmente finire in presenza (a giugno? A luglio?), magari all’aperto, approfittando della buona stagione, è piaciuta e parecchio. Più che proporre modalità abitualmente usate sacrificandole agli strumenti utilizzabili in questo momento particolare, gli operatori hanno proceduto a inventare e sperimentano modi nuovi che portano ugualmente avanti creatività e forme relazionali interessanti. L’idea è stata di accentuare quello che di positivo offre la “reclusione” casalinga e di provare a giocare con quello. Non è fare teatro, ma predisporsi al meglio a farne quando sarà possibile, mantenendo in allenamento quel nostro muscolo creativo che in questo periodo rischia altrimenti di atrofizzarsi. “È un po’ un uovo di Colombo, ma in situazioni normali non avremmo avuto allo stesso tavolo della scrittura persone che condividono il progetto pur essendo a centinaia di chilometri di distanza; quando abbiamo iniziato il corso la loro unica preoccupazione era come prepararsi, quando e se sarà possibile, al viaggio per giocare insieme agli altri la parte finale del progetto; ma in ogni caso il corso è già una festa di questa strana prossimità trovata, che in ogni caso sarà adeguatamente celebrata”. 

I corsi in dettaglio

I corsi hanno cadenza di un incontro la settimana della durata di due ore. Sono iniziati il 27 gennaio e si concluderanno tra fine giugno ed i primi di luglio a seconda del corso. Info: Teatro Verdi 050 941111, www.teatrodipisa.pi.it., facebook FARE TEATRO, federicguerri@yahoo.it

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