Senza memoria non c’è futuro

Pisa conferisce alla senatrice Liliana Segre, testimone diretta della deportazione degli ebrei nella seconda guerra mondiale, la Laurea honoris causa in Scienza della Pace. Perché il compito delle istituzioni, commenta in sindaco Conti, è tramandare la memoria.

“Un saluto caloroso, a nome di tutta la città di Pisa, alla nostra concittadina, la senatrice a vita Liliana Segre. Per il sottoscritto è stato un grande piacere e un onore, nel dicembre 2019, proporre il suo nominativo al Consiglio Comunale di Pisa per il conferimento del titolo onorifico così come fu un orgoglio constatare come la nostra assemblea si espresse positivamente all’unanimità, senza distinzioni tra i differenti schieramenti politici presenti.

La nostra città aveva già assegnato in passato questo riconoscimento alle sorelle Tatiana e Andra Bucci, un segno di rispetto verso i testimoni di quella pagina tragica che fu la Shoah e del dovere che compete alle istituzioni pubbliche di trasferire alle giovani generazioni la memoria di quel che accadde.

Significativo anche aver presentato il libro di Vera Paggi che raccoglie il carteggio della sua famiglia costretta a separarsi e, in parte, fuggire dall’Italia a causa delle leggi razziali. Figura centrale e tragica di quella vicenda è il professor Bruno Paggi, chirurgo, cacciato nel 1938 proprio dall’Università di Pisa perché ebreo.

La nostra città porta con sé l’onta di essere stata la sede per la firma di quelle leggi, a causa del re che qui dimorava per lunghi periodi. E fece bene il nostro Ateneo, per gli 80 anni dalla promulgazione di quelle leggi, a organizzare una giornata per chiedere perdono a nome di tutti gli atenei d’Italia.

La colpa del mondo universitario così come di gran parte degli italiani in quegli anni fu sostanzialmente il silenzio di fronte a quel che stava accadendo. Il silenzio nel vedere tanti italiani, di religione ebraica, costretti a lasciare i luoghi di lavoro; il silenzio nel non vedere più i ragazzi frequentare le scuole di ogni ordine e grado; infine, il silenzio nel non vederli più in giro per le strade delle loro città.

Sappiamo, poi, come andarono le cose. E, per fortuna, abbiamo anche saputo con il tempo, che furono molti, in silenzio, a compiere atti eroici per mettere in salvo molti di quegli ebrei. Anche se furono migliaia a finire nei campi di concentramento e altrettanti a fuggire dal nostro Paese.

Ora, a distanza di tanti anni, quel velo di silenzio è stato squarciato e tutte le istituzioni organizzano, anche grazie alle Comunità ebraiche, iniziative per ricordare. E questa della laurea honoris causa alla senatrice Liliana Segre è una delle più significative che la nostra città nel suo complesso potesse pensare.

Noi crediamo fortemente nel valore del ricordo e della memoria quale radice per costruire il futuro. Senza consapevolezza di quello che è stato nessuna comunità, città o Nazione, può ambire ad avere un futuro. Oggi, le istituzioni insieme alle comunità, al mondo della cultura, dell’associazionismo, ai semplici cittadini, hanno il dovere di proseguire questa difficile opera di sconfiggere il silenzio e l’ignoranza di quello che è stato perché non si ripeta mai più e che sia per ognuno di noi l’occasione per rinnovare l’impegno a contribuire alla costruzione di un mondo più giusto, fondato sui principi di libertà e democrazia”.

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