Pisa com’era

Il Museo Nazionale di Palazzo Reale condivide su facebook le stampe della collezione grafica e ci fa vedere Pisa com’era nei secoli scorsi: ci sono i panorami che tutti conosciamo, ma anche scorci che invece sono radicalmente cambiati e costruzioni che non esistono più.

Si guarda indietro per guardare avanti: il Museo nazionale di Palazzo Reale pubblica per la prima volta on line parte del proprio patrimonio. Saranno caricate sul profilo fb del museo alcune stampe appartenenti al suo patrimonio grafico.

Sembra un gioco di scatole cinesi: proprio in questo periodo di chiusura forzata degli spazi fisici del museo, escono per la prima volta dai depositi alcune opere dalla collezione composta dai due nuclei fondamentali della collezione Zampieri e dell’insieme di opere già del Gabinetto Disegni e Stampe della Soprintendenza, frutto di donazioni ed acquisti.

Pisa com’era, titolo dell’iniziativa, propone settimanalmente uno scorcio della città del passato come segno di apertura alla città di oggi, così poco visibile in questi giorni e come segno di fiducia nella bellezza: si guarda al passato, dunque, attraverso la bellezza dell’arte, per guardare al futuro.

La prima delle vedute, finora custodita nei depositi e mai esposta al pubblico, è una straordinaria immagine panoramica a volo d’uccello della Piazza dei Miracoli di Pisa che Alfred Guesdon, pittore litografo e architetto francese, disegnò realmente in volo a bordo di un pallone aerostatico per inserirla nella sua opera “L’Italie à vol d’oiseau, o storia e descrizione sommaria delle principali città di questo paese, di H. Etiennez, accompagnate da 40 grandi vedute generali, disegnate dal vero da Alfred Guesdon e litografate con due tinte da A. Rouargue, Jules Arnout, A. Cuvillier, A. Guesdon.” pubblicata a Parigi da A. Hauser dal 1849 al 1852.

La collezione Zampieri, il primo nucleo del Gabinetto Disegni e Stampe del Museo, fu acquistata nel 2006 al patrimonio dello Stato e costituisce una delle più complete raccolte di iconografia pisana a stampa. Già avviata negli anni ’20 del Novecento dalle due famiglie Zampieri e Favati la collezione si riunisce in un’unica raccolta come dono di nozze per il matrimonio tra Laura Favati e Alberto Zampieri. Da allora ha continuato ad essere implementata fino a raggiungere le oltre 500 stampe di elevata qualità appartenenti a varie epoche.​

La collezione Zampieri definisce la città di Pisa attraverso una vasta documentazione iconografica; divisa in vedute di città e piante: essa consente quindi di ricostruire la forma della città dal Medioevo all’Ottocento, dalle prime immagini del tutto simboliche apparse nelle cronache medievali fino ai primi rilevamenti moderni.

Altri 700 pezzi circa completano la collezione del museo e provengono da donazioni ed acquisti.

Tra i nuclei più importanti e rappresentativi sono da ricordare il Legato di Augusto Bellini Pietri (direttore all’inizio del XX secolo dell’allora Museo Civico) composto principalmente da ritratti di santi beati e personaggi illustri, nonché da vedute della città e dei suoi monumenti più significativi e la donazione di Mario Orsolini (fotografo pisano attivo nel primo quarto del XX secolo e collaboratore dell’allora Soprintendenza) comprendente molte vedute cittadine ed un preziosissimo album di disegni dei fratelli Melani, pittori attivi a Pisa nella prima metà del XVIII secolo.

Le stampe e le vedute di Pisa dal XVII secolo in poi sono un filo rosso nell’ampia collezione e permettono di scoprire e riconoscere angoli della città ormai scomparsi, modificati dal tempo e dall’uomo o intatti come allora.

https://www.facebook.com/Museo-Nazionale-di-Palazzo-Reale-Pisa-119376494902105

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