Tra Zocca, Dante e Petrarca

E’ morto stamani Marco Santagata, scrittore, critico, ma soprattutto, per tanti studenti pisani, professore di Letteratura Italiana. Appassionato e temuto, severo eppure spontaneo, ha trasmesso l’amore per Dante e Petrarca nelle aule e dalle pagine dei suoi libri.

Nato a Zocca come Vasco Rossi, suo amico, Santagata si era laureato alla Normale nel 1970 per diventare ordinario di Letteratura italiana dieci anni dopo e, da allora, raccontare a schiere di giovani i segreti dei padri della nostra lingua e della nostra letteratura. Nel frattempo gira per le più prestigiose università e scrive: non solo saggi sui suoi beniamini, ma anche romanzi, letture più leggere, nella forma, ma non meno accurate nella ricostruzione di tempi, luoghi e datazione delle opere.

In 73 anni insegna a Nancy, Paris III, Ginevra, è fellow professor ad Harvard, finalista al Premio Strega con Come Donna innamorata e vincitore del Premio Campiello con Il maestro dei santi pallidi, biografo di se stesso e di una generazione in Papà non era comunista, e di se stesso e della sua professione in L’amore in sé, ha anche avanzato una sua ipotesi sull’identità dell’Elena Ferrante de L’amica Geniale, a partire dalla ricostruzione che nel secondo capitolo della saga si fa della Normale.

Chi ha seguito i suoi corsi sa che anche in aula era spiazzante: ti raccontava di Dante come fosse un suo amico che si domanda come continuare a parlare della donna amata anche dopo che è morta e mentre ha anche qualche problema politico; ti faceva innamorare di Petrarca nonostante te lo presentasse come uno che ad un certo punto ripesca quello che ha scritto in passato e lo propina al pubblico come nuovo. All’esame, smanioso di lasciare all’assistente la verifica delle tue capacità mnemoniche per poter uscire a fumare, ti interrogava con domande ipertecniche, per vedere se avevi seguito davvero tutto il filo delle lezioni, o assolutamente vaghe. “Mi parli di Petrarca”: e tu potevi cadere nel baratro dell’horror vacui o goderti il piacere di una chiacchierata su un argomento che entrambi amavate e che ti sarebbe valsa un occhio chiuso su eventuali dimenticanze tecniche.

Fra tutte le prove leggere ricordiamo Il maestro dei santi pallidi in cui, con una storia godibilissima, breve e moderna anche se ambientata settecento anni fa, appassiona il lettore digiuno di italianistica, ma regala agli appassionati un punto di vista da vero innamorato sulla materia che è sempre rimasta il fulcro del suo mestiere.

Nel 2021 si celebreranno i settecento anni dalla morte di Dante e di certo non mancheranno degni festeggiamenti per il padre della nostra lingua, della nostra letteratura e quindi di uno degli strumenti più potenti della nostra cultura moderna. Chissà cosa si diranno quei tre, se rideranno, tra una sigaretta e l’altra, delle imprecisioni in cui, certamente , cadremo.

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell'elenco.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...