Alabastro, design e cultura

Un altro passo nel percorso della candidatura di Volterra a Capitale Italiana della Cultura 2022: l’alabastro, pietra simbolo dell’artigianalità volterrana è al centro del progetto 22 designer per 22 artigiani, che presenterà a Natale la prima collezione di oggetti di Volterra 2022.

Cosa significa candidarsi a Capitale Italiana della Cultura se non valorizzarsi, riscoprire e mettere in primo piano le proprie peculiarità, ciò che distingue un territorio, fatto di luoghi ma soprattutto di persone, per far diventare il particolare simbolo dell’universale?

L’alabastro, la pietra di Volterra, da sempre lavorata e declinata in oggetti di tutti i tipi, non poteva mancare nel percorso che la città sta seguendo per proporsi come Capitale Italiana della Cultura per il 2022 (visto che per il 2021 sarà ancora Parma che in questo 2020 ha potuto sfruttare ben poco la sua nomina).

Intorno all’alabastro si sviluppa dunque un progetto che concretizza, nel vero senso della parola, questa candidatura: 22 designer per 22 artigiani, curato dalla designer internazionale Luisa Bocchietto la cui idea è ridare luce e trasparenza all’alabastro, la pietra di Volterra.

Designer internazionale, già Presidente e ora Senator di WDO (World Design Organization )dopo essere stata, per anni, Presidente dell’ADI (Associazione per il Design Industriale Italiano), “vorrei esaltare – sottolinea Luisa Bocchietto – la particolarità dell’alabastro, la sua trasparenza ma anche le sue imperfezioni, quelle venature che danno alla materia il senso di unicità e di naturalità. Dovremo lavorare su queste caratteristiche anche nei confronti del pubblico, per sensibilizzarlo e fare in modo che si capisca che, in quello che alcuni vedono come un difetto, c’è invece tutta la preziosità dell’alabastro”.

A Natale 2020 sarà dunque pronta la prima collezione di oggetti di Volterra 2022, tra i grandi pezzi destinati a strade e piazze e i piccoli, adatti agli ambienti domestici.

ITALIA, TOSCANA, Volterra (PI): bottega Alab’Arte, Roberto Chiti.

Dare maggiore evidenza al processo produttivo, mostrando non solo l’oggetto finito ma anche tutta la lavorazione, così da costruire un percorso di conoscenza intorno all’alabastro di cui Volterra ospita anche l’Ecomuseo, è un punto di forza del progetto che ha tre obiettivi precisi: riportare l’alabastro al centro del sistema economico volterranno, valorizzare il saper fare artigiano che è il DNA di questo territorio e costruire un percorso di partecipazione per e con i cittadini.

“È molto importante che i contenuti del dossier stiano prendendo concretezza ancora prima della decisione, a dimostrazione che siamo prontissimi a diventare Capitale italiana della cultura” sottolinea il direttore di candidatura Paolo Verri.

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