Rischio crollo

In un immobile di via Antoni, in zona aeroporto, alcune crepe si allargano e rendono il palazzo a rischio crollo: 16 famiglie evacuate, tanta paura e tantissimo disagio. E anche un po’ di rabbia perché il tutto riguarda una costruzione del 2015. Ne parliamo con una dei diretti interessati.

La notizia è arrivata con una telefonata, come spesso succede. Solo che con questa telefonata si avvertiva che non sarebbe stato possibile rientrare in casa, perché l’intero immobile è a rischio crollo. E in un attimo a crollare sono le certezze che la casa rappresenta nella sua concretezza, oltre a tutti gli sforzi fatti per acquistarla.

Francesca è una giovane lavoratrice che per comprare il suo appartamento nel 2016 ha investito parecchio, oltre ad aver acceso un mutuo. Il telefono ha squillato mentre era ancora a lavoro, fuori Pisa, e per questo all’incredulità per quello che stava succedendo, si è aggiunta per lei anche l’angoscia di dovere velocemente raggiungere la città per poter entrare in casa a recuperare ciò che le sarebbe servito nell’immediato.

“Nella confusione del momento non è nemmeno facile fare mente locale e capire che cosa prendere. Essere obbligati ad entrare in casa propria scortati dai vigili del fuoco e dover recuperare poche cosse da portar via senza sapere quando e come si potrà riprendere possesso della casa è davvero una brutta esperienza”. Sì perché ad aspettarla fuori dal complesso condominiale di via Antoni dove abita, oltre agli altri proprietari, Francesca ha trovato i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, oltre all’amministratore di condominio e al costruttore, che aveva concluso l’edificazione del complesso appena cinque anni fa, nel 2015.

“Lo sconcerto aumenta se si pensa che la costruzione di questi palazzi è così recente e che le loro caratteristiche li fanno rientrare in classi di efficienza energetica decisamente alte”. Da una prima ricostruzione dei fatti, sembra che alcune crepe sul ponte che collega le due palazzine coinvolte e che scarica sul vano scale fossero state osservate già da tempo, ma ritenute di scarsa rilevanza; solo ieri, la preoccupazione di un condomino per altre crepe all’interno della propria abitazione, l’avrebbe portato a rivolgersi direttamente ai Vigili del Fuoco che, in via precauzionale, hanno fatto sgomberare i 16 appartamenti della struttura.

“Un po’ di tensione c’è stata, è inevitabile: la frustrazione data dall’impotenza si unisce alla rabbia per un danno che non dovrebbe verificarsi in un edificio di così recente costruzione e alla preoccupazione per quella che sarà il nostro immediato futuro. Chi può si fa ospitare da parenti o amici, ma certo il disagio è tanto”. A questo proposito il sindaco, avvertito e arrivato sul posto per capire quale fosse la situazione, ha assicurato che nessuno verrà lasciato solo e che, anche se si tratta di un problema che coinvolge privati, l’amministrazione sarà disponibile a occuparsi di eventuali spese sostenute dalle famiglie in quest’emergenza.

L’incertezza poi sui passaggi con i quali accertare lo stato dei fatti, la gravità della situazione e quindi le operazioni da eseguire non aiuta nemmeno a farsi un’idea sui tempi necessari a risolvere il problema: “Per quanto tempo – continua Francesca – saremo in questa situazione? Per quanto tempo non potrò nemmeno entrare liberamente in casa mia, a prendere le mie cose?”. E le responsabilità? E’ naturalmente presto per dirlo, ma certo qualche scintilla tra acquirenti e costruttore c’è stata, perquanto anche anche chi ha materialmente venduto gli appartamenti in questione possa dirsi esso stesso parte lesa e rivalersi su tecnici e progettisti.

Da subito ci si è attivati per i primi saggi dei periti; ora si devono aspettare i risultati sperando che i tempi tecnici non allunghino troppo un momento di così grande disagio per tutti. “Al di là di ogni responsabilità – conclude Francesca – ora la priorità è mettere tutto in sicurezza e farci tornare nelle nostre case”.

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