Una tradizione fatta, anche, di simboli

Recuperati ed esposti in Comune gli stendardi del Gioco del Ponte del pittore Otto Pamio: perché il Gioco che rappresenta la tradizione storica della nostra città ha dato vita negli anni a tanti tesori nascosti, che non aspettano altro che essere valorizzati.

Un altro piccolo ma importante tassello per recuperare, valorizzare e diffondere la cultura delle tradizioni di Pisa. Presentati alla cittadinanza i due stendardi di parte del Gioco del Ponte che, dopo il lavoro di pulizia profonda e recupero, da oggi saranno esposti nell’atrio di Palazzo Gambacorti a Pisa.

Si tratta della seconda tappa di un percorso di valorizzazione iniziato con la sistemazione e l’esposizione di tutti i 12 quadri della Magistratura, opera di Otto Pamio. Anche gli stendardi sono opera di Pamio e anch’essi giacevano in un angolo recondito del Palazzo comunale in stato di abbandono, a prendere la polvere. 

 “In quest’anno particolare, abbiamo voluto gli stendardi sul ponte – spiega l’assessore alle Tradizioni Storiche Filippo Bedini – nel giorno in cui avrebbe dovuto disputarsi il Gioco, a simboleggiare i campi di Tramontana e Mezzogiorno. E da oggi saranno in bella vista nell’atrio del Comune, fruibili da cittadini e turisti. Un piccolo segno a costo zero che valorizza il patrimonio del Comune legato alle Tradizioni di Pisa e promuove il Gioco del Ponte anche ai tanti turisti che visitano il Palazzo”.

“Si tratta – hanno spiegato il dirigente comunale Giuseppe Bacciardi e il responsabile del patrimonio delle tradizioni storiche Antonio Pucciarelli – di due opere ad olio su tela di libera iconografia riferita alla rappresentazione araldica delle due Parti di Mezzogiorno e Tramontana del Gioco del Ponte. Sono state eseguite da Otto Pamio nel febbraio 1985 e sono le ultime due opere che il pittore ha eseguito sul tema del Gioco del Ponte. Inserite su un gonfalone di carattere settecentesto vengono supportate da aste portagonfalone in legno con terminali scolpiti a tutto tondo che rappresentano un braccio pomettato della croce pisana. Grazie ad una donazione della Banca Toscana di Pisa del giugno 1985 sono diventati di proprietà comunale ed ora, recuperati dopo un letargo lungo 35 anni,  vanno ad arricchire le opere artistiche presenti nell’androne di Palazzo Gambacorti”.

“Al momento – aggiunge l’assessore Filippo Bedini – molto vasto è anche il patrimonio che non è direttamente di proprietà del Comune, ma che è in mano ad altri enti o soggetti privati. La nostra amministrazione sta cercando di fare una catalogazione di questo materiale, per capire quanto e cosa esiste, chi ne dispone: lo scopo è quello di valutare la possibilità di cominciare a rimettere insieme questa ricchezza, per poterla rendere fruibile. L’idea è quella di valutare la percorribilità di un progetto ambizioso che conduca a creare un museo cittadino in cui possano confluire tutti i beni, le opere, i materiali legati alla Luminara, al Gioco del Ponte, a Palii remieri, e a tutti gli altri eventi della Tradizione: quadri, stampe, libri, manifesti, pubblicazioni, bandiere e stendardi, medaglie e tutto quanto richiama la nostra storia e l’identità di Pisa”.

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