I numeri della solidarietà alimentare

Dall’inizio dell’emergenza sono stati distribuiti 693mila euro, fra sostegno del governo e solidarietà locale, a 2.208 famiglie attraverso lo strumento dei Buoni Alimentari, anche grazie al contributo di 30mila euro a Società della Salute per le situazioni difficili.

Si sono concluse con questa settimana la richiesta e l’assegnazione dei Buoni Alimentari Pisani ai nuclei familiari in difficoltà a causa della crisi del Coronavirus. Dall’inizio dell’emergenza, il Comune di Pisa ha distribuito una cifra complessiva di 693.250,00 Euro assegnati a 2.208 nuclei familiari, compresi i 471mila euro di trasferimenti straordinari del Governo.

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Dalla settimana scorsa la Giunta aveva cambiato i criteri per la richiesta alzando a 800 euro mensili il reddito minimo per nucleo familiare. Sono pervenute 73 domande per un valore di 21.000 euro e nei prossimi giorni saranno fatte le opportune verifiche e assegnati pertanto gli ultimi Buoni Alimentari. Dal 5 maggio scorso sono stati assegnati Buoni a 740 famiglie per 222.250 Euro, realizzati grazie alla campagna di donazioni Facciamo i Buoni. La Fondazione di Pisa aveva donato 300.000 euro.

“Questo lungo periodo di emergenza sanitaria ha fatto scivolare tante persone nella fascia della povertà anche a Pisa – dichiara il Sindaco Michele Conti – ma, al tempo stesso, ha fatto emergere anche la vocazione alla solidarietà della nostra città attraverso la rete di volontariato, la Caritas e anche tanti privati cittadini che hanno dato il loro contributo per chi si è trovato più in difficoltà. In queste settimane post lockdown sono state molte le iniziative dell’Amministrazione Comunale per favorire la ripartenza della città e il rilancio dei settori del commercio e del turismo. Ma non ci dimentichiamo di chi è più in difficoltà e non lasciamo indietro nessuno, dando la possibilità di proseguire, attraverso la Società della Salute, nella distribuzione dei buoni alimentari oltre alla data ultima del 5 giugno”.

La Giunta comunale ha deliberato di assegnare alla Società della Salute la somma di 30.000,00 euro nonché le risorse rimanenti frutto delle donazioni che non sono state distribuite pe la creazione di Buoni spesa da destinare alle famiglie che evidenziano estremo disagio economico.

“Dobbiamo prendere atto, purtroppo, che questa situazione di emergenza legata al Coronavirus si sta protraendo nel tempo e rischia di mettere in condizioni di estremo disagio famiglie, già seguite dai nostri servizi sociali, che avevano impieghi lavorativi precari o poco retribuiti e oggi non si sono ancora reinserite nel mondo del lavoro – spiega l’assessore alle politiche sociali, Gianna Gambaccini e presidente della Società della Salute. – Con questo contributo del Comune – continua – andremo a integrare i Buoni spesa da 100 euro che abbiamo già distribuito nella primissima fase dell’emergenza per un totale, proprio per evitare che questa situazione faccia precipitare questi nuclei familiari in una condizione cronica di alta marginalità. Poi, mi auguro di attivare presto in Società della Salute con gli altri Comuni i tavoli sulle nuove povertà per individuare politiche stabili verso questa fascia della nostra popolazione”.

La Società della Salute, si legge nella delibera della Giunta comunale, distribuirà le risorse, “dando priorità ai nuclei familiari che hanno già avuto il buono spesa, individuati fra i residenti sulla base di criteri che evidenziavano l’estremo disagio economico dovuto a basso limite di reddito ed emergenza sanitaria (reddito familiare non superiore a 12.000 euro l’anno e indigenza temporanea a causa dell’emergenza COVID)”.

Il nuovo buono spesa, dell’importo pari a 100 euro, sarà assegnato alle medesime famiglie, a partire dalle più numerose, così procedendo: 95 famiglie composte da un numero che va da 5 a 13 persone; 125 famiglie composte da 4 persone; 80 famiglie composte da 3 persone, scelte tra le più fragili delle 165 che hanno già ricevuto il buono, individuando la fragilità in particolare con questi criteri: famiglia monogenitoriale con 2 minori e/o presenza di disabilità. In caso di risorse residue, sulla base della valutazione dei servizi sociali, sarà fornito un ulteriore buono ad altre famiglie o alle medesime famiglie già interessate.

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