Il lavoro che cambia. Episodio 4: la chimica

Francesca lavora come chimica all’Enel: è teoricamente preparata, capace nella pratica e professionalmente molto efficiente svolgendo il proprio lavoro con puntualità e precisione.

Cos’è successo al lavoro in questo periodo? E’ cambiato? Come? Ce lo raccontano i lavoratori pisani tra smartworking e ferie forzate, orari rivoluzionati e nuovi modi di interagire.

“Nonostante io apprezzi il mio ruolo – racconta – e la possibilità di lavorare in un’azienda che mi ha scelto per quella che è la mia preparazione (cosa purtroppo non così scontata come dovrebbe), essere in regime di smart working e non dover raggiungere fisicamente il mio ufficio non mi dispiace affatto. Anzi. Proprio per il fatto di lavorare in una grande azienda, piena di uffici e laboratori, e di essere circondata da tante persone, spesso trovare la concentrazione non mi era facilissimo. Da quando lavoro da casa, l’azienda si è organizzata velocemente ed ha permesso questo regime in tempi molto rapidi, il mio lavoro ne ha guadagnato”.

“Sono una persona molto determinata e non mi è stato affatto difficile organizzare la mia giornata lavorativa pur restando a casa: i miei orari sono rimasti gli stessi, con la differenza di non dover uscire da casa; mi è molto più facile focalizzare la mia attenzione su quello che devo fare e, ottimizzando le mie energie, riesco a svolgere le mansioni che mi spettano in un tempo anche minore di quello che mi servirebbe in ufficio. Ci sono appuntamenti in confcall con colleghi o superiori ai quali naturalmente non posso mancare, ma essendo programmati con un certo anticipo riesco comunque ad organizzare i miei compiti personali e le scadenze relative alla mia mansione con facilità”.

“In sostanza – conclude – posso dire che la mia produttività è aumentata e che, anche a livello personale, sono molto più rilassata. Quando ho saputo che l’azienda permetterà, a chi come me svolge un tipo di lavoro che non necessita di un ambiente specifico, di restare in smart working fino alla fine dell’anno, ne sono stata felice: spero di poter al più presto incontrare i colleghi con i quali ho creato un legame anche fuori dall’azienda, ma quest’esperienza per me è stata, dal punto di vista lavorativo, più che buona e mi ha anzi dato la consapevolezza che, al di là dell’emergenza, per me lo smart working funziona”.

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