Aiuti per l’affitto e reintegro del fondo d’emergenza della Protezione Civile

La Giunta approva una variazione di Bilancio per stanziare aiuti per l’affitto e reintegrare il fondo d’emergenza della Protezione Civile: per far fronte alle nuove necessità dei cittadini, si ricalibrano i conti del Comune.

Comune di Pisa – Approvata giovedì, nella Giunta comunale che si è riunita in videoconferenza, la variazione di Bilancio adottata per sostenere interventi dettati dalla necessità di far fronte alla situazione di emergenza sia sul fronte sanitario che per quanto riguarda gli interventi di sostegno economico rivolti alle fasce della popolazione più colpite dalla crisi economica prodotta dall’arrivo dell’epidemia. La Giunta ha stanziato 150 mila euro da destinare a un contributo straordinario a sostegno di chi si trova in difficoltà a pagare l’affitto in questo periodo di emergenza. Come già fatto per l’assegnazione dei buoni alimentari, la misura sarà destinata agli affittuari che possono dimostrare di aver subito una cessazione o riduzione del reddito in conseguenza dell’emergenza causata dal Coronavirus.

Sono stati inoltre destinati altri 100 mila euro per reintegrare il fondo di riserva in carico alla Protezione Civile di Pisa per disporre di risorse immediatamente disponibili per eventuali necessità urgenti che si possono verificare nella gestione dell’emergenza sanitaria. La variazione di Bilancio approvata ieri prevede anche l’assegnazione di 90 mila euro necessari alla progettazione esecutiva del ponte ciclopedonale tra Cisanello e Riglione, necessaria per rispettare i tempo previsti per il cofinanziamento regionale dell’opera. Gli stanziamenti previsti nella variazione di bilancio effettuata in via d’urgenza sono interamente attuati mediante una riduzione pari a 340 mila euro sul capitolo delle manifestazione storiche, annullate per l’edizione 2020.

“Quello approvato nella scorsa Giunta – spiega il sindaco Michele Conti – è il primo di una serie di variazioni di Bilancio che porterà a rivedere fortemente l’impianto del documento di previsione, che verrà ricalibrato per far fronte alle nuove esigenze della cittadinanza. Partiamo innanzitutto con questo primo piano di aiuti straordinari per il pagamento degli affitti, perché ritengo che il problema casa è il primo tassello da affrontare per chi deve fare i conti con la contrazione del reddito, ma seguiranno altri interventi in ambito sociale. Dopo la distribuzione dei buoni spesa e dei buoni alimentari per chi ha perso il reddito a causa dell’emergenza Coronavirus, provvederemo a fornire un aiuto anche alle famiglie che sono rimaste con un solo reddito a far fronte ad impegni di spesa assunti quando i redditi in entrata erano maggiori”. 

“Mentre siamo ancora nel pieno della fase di emergenza sanitaria – prosegue il sindaco – ci siamo già messi al lavoro in vista della fase della ripresa economica. Stiamo lavorando per rivedere il regolamento sulle imposte comunali, soprattutto per andare incontro alle attività commerciali che con questa chiusura prolungata sono state le più colpite dalla crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria. Appena possibile approderà in Consiglio Comunale la modifica del regolamento delle imposte comunali, che prevedrà sgravi e il ricalcolo la Tari per le attività chiuse”. 

“Stiamo mettendo in campo – conclude Conti – tutti gli strumenti e le risorse necessarie per fronteggiare la crisi, ma la nostra azione mira a coinvolgere l’intero tessuto economico e sociale della città. Facciamo appello a tutti i soggetti che costituiscono la comunità economica cittadina (Camera di Commercio, associazioni di categoria, fondazioni bancarie) per elaborare insieme un piano di ripartenza economica che possa sostenere le attività del commercio e del turismo che più hanno sofferto le conseguenze della crisi. Non solo, abbiamo lanciato la campagna di solidarietà Facciamo i buoni per chiedere a tutti di contribuire alla costituzione di un fondo che ci permetta di proseguire ad aiutare le famiglie in difficoltà. In una città come Pisa con un’economia in gran parte basata sui servizi e sul lavoro dipendente, possiamo riuscire a circoscrivere i limiti della crisi e fare rete per aiutare chi è stato più colpito.”

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