Capodanno a casa

I festeggiamenti per il capodanno pisano, che scocca a mezzogiorno del 25 marzo, sono stati i primi a saltare, naturalmente. Ma non per questo non possiamo condividere un momento di orgoglio per le nostre tradizioni.

Niente cerimonia del raggio di sole: l’entrata nell’anno nuovo secondo l’antico calendario pisano viene salutata da un certo raggio di sole che, a mezzogiorno del 25 marzo appunto, passa per una certa finestrella del Duomo e va a illuminare un certo uovo su una mensola di marmo. Gli anni passati tutta l’attenzione era rivolta al meteo: una nuvola avrebbe potuto sciupare l’effetto oltre a minare la possibilità di godere dei fuochi d’artificio con i quali la città è solita festeggiare.

Quest’anno non abbiamo questa preoccupazione: oggi il sole sembra promettere bene nonostante le temperature siano in netto calo rispetto ai giorni scorsi. Eppure non festeggeremo, almeno non con tutti i riti canonici.

Anche questo è distanziamento sociale, e certo rinunciare ad una cerimonia della tradizione locale non è il sacrificio più pesante in questi giorni, eppure anche questa rinuncia ci ricorda quanto sia importante impegnarsi a fondo perché tutto vada per il meglio. Per le cerimonie ci sarà tempo: in fin dei conti il luogo per eccellenza delle tradizioni è la passione con cui ognuno le vive ed è dunque delegato a ciascuno, nell’intimità della propria famiglia e della propria casa che anche la stessa amministrazione ci chiede di festeggiare. “A tutti i cittadini – dice l’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini  – di rendere visibile questo atteggiamento di attaccamento all’identità anche spirituale della città esponendo il 25 marzo da finestre e balconi la gloriosa bandiera di Pisa

“Avendo dovuto rinunciare alle celebrazioni e agli eventi di festa che avevamo per mesi organizzato – continua Bedini – siamo come ‘costretti’ a concentrarci sull’origine e l’essenza della festa, in particolare sulle ragioni della scelta della data del 25 marzo. I Pisani decisero, in un’epoca in cui molte erano le date possibili per segnare l’inizio del nuovo anno, di far coincidere questo con una delle feste più antiche dedicate alla Madonna, l’Annunciazione, di fatto individuando nel momento del concepimento di Gesù l’incipit fondante della vita umana anche da un punto di vista comunitario. Questo più di mille parole dice di quanto Pisa sia legata a doppio filo al culto di Maria. Il Capodanno Pisano è la dimostrazione plastica migliore che ci possa essere di questa particolare, profonda devozione, che si è fatta pietra con la dedicazione a Maria Assunta del Duomo”.

“In un periodo drammatico come questo – conclude l’assessore – in cui una pandemia di portata storica sta mettendo tutti a dura prova è più importante che mai ricordare il legame della città con la Vergine: dopo la presenza estremamente significativa del Sindaco Conti domenica scorsa alla messa in Cattedrale e all’atto di affidamento della città e della diocesi alla Madonna “di sotto gli organi”, voglio anch’io, per quanto mi compete, caratterizzare questo Capodanno così particolare accogliendo l’invito fatto dall’Arcivescovo a chiedere l’aiuto del Signore per intercessione di Maria e del nostro Santo Patrono Ranieri per superare questo difficile momento”.

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